mercoledì 17 febbraio 2010

L'importanza della pubblicità

Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione, diffusa su iniziativa di operatori economici che tende, in modo intenzionale e sistematico, ad influenzare gli atteggiamenti e le scelte degli individui in relazione al consumo di beni e all’utilizzo di servizi.
Essa è uno degli strumenti di marketing maggiormente utilizzati per attirare l’attenzione dei consumatori su un’attività, i suoi prodotti ed i suoi servizi. Più una campagna pubblicitaria è efficace e più essa è in grado di attirare i clienti.
Le sue origini hanno radici molto profonde. Le prime forme di pubblicità erano costituite dal cosiddetto “passaparola”. Inoltre diversi documenti storici ritrovati testimoniano che essa era già in auge nell’Antico Egitto, in Grecia e a Roma. Esempi di “pubblicità” di tipo politico sono stati ritrovati anche a Pompei. Sui muri delle case romane distrutte dal vulcano nel 79 d.C., ancora oggi è possibile leggere, slogan che invitano i passanti a votare per un certo candidato alle elezioni politiche.
Ma di pubblicità vera e propria si può parlare solo dopo l'invenzione della stampa. Il primo annuncio pubblicitario si fa risalire al 1630 e apparve su un giornale dell'epoca: si trattava di una semplice inserzione che richiamava il nome del prodotto. Inizialmente le merci più pubblicizzate erano farmaci e libri, in seguito il fenomeno si estese anche ad altre tipologie di prodotti.
Con la rivoluzione industriale, l'aumento della produzione di merci e lo sviluppo del consumismo si è imposto poi il modello pubblicitario che noi conosciamo: il prodotto di una scienza che usa tecniche raffinate e si avvale dell'apporto di esperti: psicologi, artisti, disegnatori e registi famosi. È un fenomeno che coinvolge masse enormi di persone ed è un'industria che investe ingenti capitali, impiega intelligenze sopraffine e dà lavoro a milioni di persone.
La prima agenzia pubblicitaria, con molta probabilità, è nata, nel 1843, a Philadelphia in America e da allora di strada ne è stata fatta molta. Le tecniche e gli strumenti pubblicitari si sono evoluti e sono divenuti molto più efficaci. L' advertising muta e si adatta al tempo e alla società. Segue ed influenza i modi di pensare dei consumatori. Si adatta ai mezzi di comunicazione esistenti e li plasma a suo piacimento.

Ma la domanda che tutti si pongono è: la pubblicità funziona? è utile oppure se ne può fare a meno? Non è facile rispondere con esattezza scientifica a questa domanda. Sicuramente essa influenza profondamente le abitudini di acquisto del pubblico. Ma non tutta la pubblicità è efficace. In ambito commerciale, per un'azienda o un imprenditore una pubblicità efficace è quella che fa guadagnare soldi. Quindi lo scopo della pubblicità, ciò per cui s'investe denaro, è quello di vendere di più il proprio prodotto. Sebbene questa concezione sia legittima, non è corretta. Il motivo è molto semplice: tra la messa in circolazione di una pubblicità e il momento in cui il consumatore compra il prodotto reclamizzato intercorrono innumerevoli variabili che non è possibile collegare direttamente questi due fattori.
Al contrario, per comprendere se una pubblicità sia efficace è opportuno capire se il messaggio abbia raggiunto il consumatore, quante e quali persone siano entrate in contatto con esso e l'effetto che esso ha suscitato.
In passato si tendeva a voler raggiungere la maggiore fetta di popolazione possibile, oggi l'obiettivo è diverso: l’advertising è sempre più specializzato e, ogni azione, è mirata a raggiungere il giusto target di consumatori, concentrando le energie su determinati aspetti, senza dispersione di tempo e risorse e con risultati un tempo impensabili. Una pubblicità mirata è molto più efficace.

Nessun commento:

Posta un commento